il sapore dell’incenso

 

 

carpine-calvene-VI

 

C’è un giovane e pallido sole che accarezza dolce i germogli. I rami del tiglio sono appena macchiati di verde, tra pochi giorni la chioma esploderà e del marrone che ora incombe, rimarrà ben poco. Ho ancora la coperta di lana merinos sulle ginocchia, quella morbida e soffice che mi regalasti tu l’ultimo natale, quando ancora c’eri. Da quando te ne sei andato il tempo ha il sapore dell’incenso. Non mi abituerò mai alla tua mancanza, ora lo so. Ho perso la parte di me che trovava spazio in te. Si è chiuso il portone al di là del quale liberavo l’indole selvaggia. Non sarò mai più spontanea. È forse questo il significato profondo dell’intimità? È dunque questo l’amore? Il filo che cuce due anime in un solo vvestito?

Ho messo ordine dentro gli armadi. Ho spolverato i trofei. La rosa eterna è sulla mensola accanto alla foto di noi. Passo il tempo a contemplare i lembi sfilacciati dallo strappo e a colmare i vuoti con i ricordi. Tra i rami il merlo ha iniziato a costruire il nido. Io mi stringo al petto la coperta merinos a calmare i brividi del cuore

 

M.B.

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