Vita di mamma

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Qualcosa si è mosso. Chissà cos’era.
Nidia raccoglie la borsa e prima di chiudere la lampo sbircia all’interno. Non fa più tanto caldo e serve lo scaldacuore. Gli scaldamuscoli anche no, ma sono belli li mette lo stesso. Il tutù l’ha smesso da tempo ora porta solo un body e calze nere, in vita lega un gonellino incrociato di morbida organza. Lo scaldacuore però è quello rosa, il primo. A sei anni le era grande, arrotolava le maniche e doppiava l’incrocio sul cuore. Ora le maniche sono a tre quarti e l’incrocio è perfetto, ma il calore è rimasto immutato.
Nidia ancora non sa che non potrà più danzare.
A ogni esercizio il cuore impazzisce e la respirazione aumenta. Qualcuno controlla il suo corpo e non è lei.
È lei, la piccola vita attaccata al suo utero che dirige la danza, ora e per sempre.
Si annuncia così, con un movimento, con il fiatone, si rivela con un ritardo.
Nidia è smarrita, confusa, sorpresa. I pensieri corrono sul soffitto della camera. Quale sarà quello giusto?
Una mano sul ventre e una sul cuore. Chi parlerà per primo? Ora la mano sul ventre segue il pedino che spinge e sono altri i pensieri che corrono sul soffitto.
Ne verrano di nuovi. Tanti e diversi.
Che storie! Che grande avventura. Vent’anni passati tra gioie e dolori. Le mute preghiere rivolte al soffitto. Ma basta un sorriso, saperti felice e Nidia sorride, la vista annebbiata lava tutti i pensieri. Non c’è gioia più grande: la gioia di mamma.

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