Tutti gli articoli di Monica Bauletti

Monica Bauletti, libri@monicabauletti.it Romanzi: -ATTACCO AGLI ILLUMINATI – EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -L’AMICA PIU’ PREZIOSA - EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -BERTA, LA LEGGENDA (PUBME.ME) 2017 -Racconto: VITE RIFLESE antologia UNA BELLA GIORNATA DI SOLE LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2015 -Racconto “RESPIRO” secondo classificato al premio letterario edizione 2014 “MILLE E… UNA STORIA” e pubblicato nell’antologia del premio. -Racconto “TU NON MI AMI” numero dicembre 2014 rivista internazionale di letteratura e cultura varia “3°m TERZO MILLENNIO” fondata dal poeta-scrittore-saggista professore Carmelo Aliberti. -Racconto "MARTINA VEDE LE COSE" antologia: SOFFIA UN VENTO CONTRARIO - L'IGUANA EDIUTRICE www.monicabauletti.it

La Certosa di Parma – Stendhal

la certosa di parmaLa Certosa di Parma – Stendhal

 

L’ho letto. Tutto.

Se mi è piaciuto?

Sì.

Mi ha esaltata?

No.

L’ho trovato lento in partenza. Fino alla metà (considerando che è circa 600 pagine sarebbe tanto) è stata una lettura imposta. Dopo è diventato più coinvolgente.

Da questo genere di libri mi aspetto molto. Dal punto di vista storico mi sono arrivate le atmosfere e gli umori di un periodo in cui regnò un certo disordine politico. È la Francia di Napoleone a dominare la scena.

In Italia si prepara la via verso la repubblica con il sorgere delle prime ribellioni, ma è ancora forte il legame alla monarchia.

Stendhal con questo libro ha messo a fuoco l’andazzo libertino della politica riflettendo nella piccola corte della provincia parmense gli intrighi e le congiure politiche tipicamente versailliane; in stile Re Sole, ante rivoluzione per intenderci. Perché abbia scelto Parma come location del suo romanzo non mi è chiaro, forse una rilettura potrebbe chiarirmi la scelta.

Un personaggio gli è ben riuscito: Fabrizio del Dongo. Un giovinetto scapestrato che non si risparmia nessun fallo.

Il giovanotto in quanto a prudenza non è certo maestro, ma ha la fortuna di cavarsela sempre in un modo o nell’altro. È come se il fato avesse visto in lui il soggetto ideale da dirigere. Un personaggio senza particolari ambizioni e desideroso di avventure. Appunto: un fatalista.  Quindi adatto a soddisfare il gusto di guidarlo spingendolo a mettersi nei guai al solo scopo di dare occasione di salvarlo ora all’innamoratissima zia, ora alla vivandiera, e via via alle donne che conquista con il suo candore fino ad arrivare al cuore della giovane Clelia della quale diventa egli stesso vittima innamorandosene perdutamente.

Sul filo delle avventure e disavventure del giovane del Dongo scivolano le vite degli altri personaggi tutti intenti a conquistarsi la fetta di felicità di una torta mal spartita. E se la passione donerà a tutti un po’ di felicità sarà tuttavia causa di dolore e sofferenza.

In conclusione posso dire che Stendhal ha saputo descrivere tutto il male della brama del potere e del cinico agire di chi, per di sconfiggere la noia, si improvvisa protagonista sul palco della vita.

Monica Bauletti

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Il fenomeno delle Rievocazioni

Sempre più proiettati nel futuro, bionici intelettuali con il terzo occhio intento a frugare in un passato antico; perlopiù conquistati dal fascino del medioevo, ma perché?
La riscoperta dei borghi antichi, la caccia di storie e leggende che leghi il territorio a eventi storici per dare luogo alla messa in scena di rievicazioni.
Che cosa spinge sempre più pubblico a cercare il sapore di quelle atmosfere un po’ cupe di un tempo in cui non c’era niente, quando le carestie decimavano i paesi e chi superava l’inverno era benedetto dal signore?
È il conflitto paradossale di questa generazione che vive attaccata allo smartfone come legata da un virtuale cordone ombellicare irrescindibile al grande utero universale e che appena può cerca rifugio nel periodo più vero e crudo della nostra storia: il medioevo. Un’epoca fatta sì di conflitti, di superstizioni, di pestilenze, ma altresì sorretta da solìdi valori ormai persi, come la cavalleria, l’onore, la condivisione del poco. È come se le tossine accumulate da generazioni, tornando in superficie, riportassero alla memoria il ricordo del sapore della carne alla brace, del buonvino anacquato per dissetare dalle fatiche nei campi. Ed è così che scatta la nostalgia e il bisogno di riempir le narici dell’acre odore del sudore impastato alla polvere e di letame. Cresce la voglia di
contrappore, almeno per un giorno, la palpabile realtà all’inconsistente mondo virtuale nel quale, volenti o dolenti, viviamo per gran parte della giornata.
E allora, anche se nessuno è disposto a rinunciare alle conquiste del terzo millennio, qulacosa di vero c’è nel dire che “si stava meglio quando si stava peggio”

 

Monica Bauletti

Pantone

img-20180612-wa0001.jpgHo preso la vita per farne di più.
Ogni giorno una ripartenza portando il peso delle cose perse, che sono niente senza te.
Trovo solo echi nei vuoti che hai lasciato e sui profili il riflesso dei ricordi che non so più chi sono.
Farò di più, volevevo fare di più.
E adesso mi basta una candela per sentire il calore, un lumino per per riscoprire il colore.
Finirò gli inizi, sarò la forza del continuare perché sono solo un ponte su cui tansitare.
Lascerò i frutti, mi basta un riposo e la gioia negli occhi.
E nulla conta più: il tempo e il dolore; se vivo o se muio; ieri o adesso. Se vedo spuntare le gemmme giovani amori arriveranno.
Brilleranno i germogli della gloria sulla sommitá della cenere lasciata dagli errori.

 

M.B.

UN PO’ DI STORIA

SUL FILO DI BERTA

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Correva l’anno 1083, Enrico IV di Franconia aveva 33 anni e da 17 anni era il re del Sacro Romano Impero.

Il 13 luglio ricorreva l’anniversario del matrimonio con Bertha di Savoia, di un anno più giovane, promessa sposa fin dal 25 dicembre del 1055.

Nel corso dei 17 anni di matrimonio e di regno molte furono le crisi diplomatiche superate e subite, in particolar modo con la Chiesa di il Papa Gregorio VII (frate benedettino, al secolo Ildebrando di Soana) fautore e paladino della lotta per le investiture.

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Bertha di Savoia era dovuta intervenire più volte per sciogliere i nodi di situazioni senza via d’uscita, dimostrandosi l’unica in grado di catalizzare soluzioni impossibili, la più nota tra tutte le crisi risolte con successo fu l’umiliazione di Canossa che diede origine al detto: andare a Canossa.

Portata all’estremo la rivalità tra il Re e il Papa, non essendo più possibile…

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MONTEGROTTO TERME – il romanzo

SUL FILO DI BERTA

BERTA, LA LEGGENDA

E dopo tanta storia un po’ di fantasia

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Il romanzo che prende spunto dalla leggenda di Berta che fila, introduce il lettore nella cupa atmosfera del basso Medioevo raccontando la storia della regina Bertha di Savoia, nel tempo che fu teatro delle lotte per le investiture e del conflitto personale tra Enrico IV e papa Gregorio VII, senza trascurare episodi quali l’umiliazione di Canossa, il Sacco di Roma e altri delitti meno noti che invece danno precisi connotati al basso Medioevo.

Il racconto viaggia su tre binari, oltre al filone storico, a quello leggendario, la narrazione è vivacizzata da intermezzi che ne alleggeriscono il peso e riportano il lettore al presente. Due voci narranti, infatti, passeggiando lungo la pista ciclabile dell’anello dei Coli Euganei che da Montegrotto arriva all’Abbazia di Praglia, si raccontano, descrivono il paesaggio, la storia che ha condotto la regina Bertha di Savoia a…

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LA LUPA

 

Arturo Martini

La lupa

1930-31

Questa opera rappresenta l’essenza della donna.

La perfezione, bella senza nessun artifizio.  Trafitta, colpita a tradimento. Urla il suo dolore, indifesa e inarrendevole. Tenace e incrollabile, si regge sulle braccia stringendo una pietra nella mano pronta a rialzarsi.

Arturo Martini, La lupa, 1930-31, terra refrattaria, cm 87x137x64 Antwerpen, Museo Middelheim

MONTEGROTTO TERME – storia e leggenda

SUL FILO DI BERTA

LE INVASIONI BARBARICHE

 Verso l’anno 1000

Il destino di questi luoghi fu legato a quello di Roma e del suo impero: mano a mano che si avvicina a quel fatidico 476 d.C., anno convenzionale della caduta dell’impero romano d’Occidente, si registra un progressivo decadimento della zona termale, attribuito alle scorrerie di Attila e dei suoi Unni, a fenomeni di bradisismo, a incapacità “gestionale” dell’amministrazione centrale.

Il palazzo, i bagni pubblici e le piscine erano ormai cadenti, danneggiate dal tempo e dalle distruzioni dei barbari, le strade e i giardini abbandonati e incolti.

teodorico

Un importante documento datato 507/511 d.C., (1)è una lettera con la quale il segretario di re Teodorico, Cassiodoro, invita l’architetto padovano Aloisio a prendersi cura delle Terme. Cassiodoro, che sicuramente le aveva visitate, nella lettera esaltava la bellezza e l’entità delle opere e degli edifici termali e deplorava il loro stato di abbandono.cassiodoro

Questo non vuol dire…

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Il misterioso caso di Claudia Toreuma

SUL FILO DI BERTA

Il misterioso caso di Claudia Toreuma

Thriller storico

un caso irrisolto risalente ai primi anni 50 d.C.

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Claudia Tourema era una bellissima fanciulla di origine greca.

liberta di Tiberio, giocoliera e mima di professione.Questa è la breve presentazione che si trova nei libri di storia.

Si evince che Claudia Tourema è nata schiva e che Tiberio, allora imperatore di Roma, le donò la libertà.  Fu lo stesso che prima di diventare imperatore di Roma venne a San Pietro Montagnon a consultare l’oracolo Gerione, lanciando due dadi d’oro dentro il lago, di per sapere quale sarebbe stato l’esito finale delle operazioni militari nella campagna di Pannonia

Ma come fece Claudia a conquistare la libertà? Fu forse per le sue doti artistiche? Per la bellezza?, o per altri meriti? Non lo sapremo mai.

Il ritrovamento del cippo funerario nella zona di Mandria, lungo la strada tra Montegrotto e Padova, fa…

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