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LA PUNTURA DELLA MEDUSA

La puntura della medusa Monica Bauletti Pag. 90 - 17/09/2015 formato eBook offerta 0,99
La puntura della medusa-  Monica Bauletti
Pag. 90 – 17/09/2015 – formato eBook
offerta 0,99

Narra di una donna, una giovane donna cresciuta senza la madre, con un padre che adorava e dal quale si separa in modo brusco soggiogata da un uomo dominante. La dipendenza di questo amore produrrà l’annullamento della personalità della protagonista, ma alla morte un po’ ambigua di questo marito-padrone la protagonista inizierà un viaggio di rinascita alla ricerca di se stessa elaborando i lutti e il dolore represso.

Chi ha letto la bozza ha detto:

  • Leggendo l’incipit si pensa subito ad una più “moderna” Nora di Casa di bambole o anche a Le parole che non ti ho mai detto. Bello il contrasto tra la serenità del luogo; la calma degli elementi naturali; la placidità delle cose e la solitudine inquieta che da subito si avverte di Mia. Una inquietudine che poi si esplicita subito nel primo flashback e nella descrizione del rapporto con Carlo; già introdotto come perverso, condizionante, aberrante: questa aggettivazione mette molto bene il luce la scelta e il senso del titolo. Efficace usare il dialogo per i falshback: affronta la questione e l’opposizione dei due personaggi in modo più diretto e vero. Anche più sfrontato. Sfrontatezza che perdiamo invece nella narrazione dove però troviamo degli altri elementi molto importanti: le emozioni e gli stati d’animo di Mia. Una indole di donna-bambina; questo rapporto con il padre e il suo spezzarsi e divenire rimorso, ancora di più, sottolineano l’indole vittimistica e sottomessa di questa donna. Una donna divisa dalle due facce della stessa medaglia: l’uomo positivo e quello negativo. Il modello del bene e del male; del giusto e dell’ingiusto; del sano e del malato; del valoroso e del perverso. La narrazione – molto corretta nella costruzione grammaticale.

  • Racconto emotivamente molto sentito. I personaggi sono ben definiti, sia la protagonista che i due uomini della sua vita, il padre e il marito. Il viaggio in barca è una metafora del viaggio attraverso il dolore della protagonista che vorrebbe andare alla deriva, ma che, comunque, non si perde perché il mare la fa avvicinare alla riva. 

  • I dialoghi sono il punto di forza della narrazione. Didascalie e riferimenti a chi ha pronunciato la frase non ci sono e risulterebbero del tutto superflui se ci fossero, le poche parole e la punteggiatura forniscono al lettore tutte le informazioni di cui ha bisogno. La trama è semplice e poco pretenziosa, se si cerca un intreccio complesso nella successone di eventi, ma allo stesso tempo efficace, ben mirata. I vari flashback non risultano pesanti o noiosi, nonostante le molteplici ripetizioni che altro non fanno, se non rendere i personaggi più reali. Il lettore vive il disagio interiore della protagonista grazie ad uno stile magnetico e concreto. Individuare un punto debole per fornire una critica costruttiva quanto completa, risulta alquanto difficile e ci si deve addentrare nella sfera dei pareri personali. Non tutti potrebbero apprezzare la storia unicamente per la sua matrice malinconica, ma questo non sminuisce minimamente l’opera che nella sua modestia svolge egregiamente il compito di intrattenere il lettore.
  • Trovo questo libro semplicemente bellissimo. Ho viaggiato per le poche pagine lette, cullata nei ricordi coinvolgenti della protagonista, descritti in maniera eccellente da quella che descriverei una vera scrittrice. Ho amato il modo in cui il racconto passava dal ricordo al presente, e come le parole scritte prendessero forma e mi permettessero di entrare nella vita di Mia e di immergermi con lei nel suo mare. 
  • Un lavoro molto curato per quanto riguarda l’aspetto psicologico del personaggio principale e apprezzabile la conoscenza di termini tecnici marinareschi usati con disinvoltura. Interessante l’idea del viaggio in solitaria intramezzato da ricordi.